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DAL CIELO ALLA TERRA

DA SETUN SHENAR AI FRATELLI:

UN PROFETA DELLA GALILEA DEI GENTILI, BENJAMIN SOLARI PARRAVICINI, CON LA SUA ARTE DIVINATORIA DEL DISEGNO, AVEVA ANNUNCIATO L'ARRIVO NELLA GALILEA SUDAMERICANA DEL NOSTRO MESSAGGERO, LO SCRIVENTE.
AGUSTIN SAIZ, ALUNNO DI GIORGIO BONGIOVANNI, HA INTERPRETATO PERFETTAMENTE I DISEGNI E LE LETTERE PROFETICHE DI BENJAMIN.


LEGGETE E MEDITATE!
IL TEMPO DI ADONIESIS E SUO FIGLIO È GIUNTO!
LA GIUSTIZIA DI DIO DISSETTERÀ TUTTA LA SETE MILLENARIA DEI GIUSTI!
PACE!

SETUN SHENAR SALUTA CON AMORE!

PIANETA TERRA
25 Settembre 2020. Ore 17:10
G. B.

 

Benjamin Solari Parravicini e l'uomo del Vangelo 
Di Agustín Sáiz
 

Etimologicamente parlando, il Vangelo viene dal greco ed è composto dalle parole "ev" (=buono) e "angelos" (=messaggero), quindi insieme sono di solito interpretate fondamentalmente come "buona notizia" o "buon annuncio". Non ci riferiamo con questo termine solo ai 4 libri canonici della Chiesa che costituiscono i pilastri della teologia cristiana. Ma nel caso di Giorgio Bongiovanni, l'annunciatore della seconda venuta, il "Vangelo" può essere considerato il qualificatore che identifica l'azione della propria vita. Giorgio è dunque l'"uomo" di questo Vangelo vivente che si sta sviluppando nel tempo presente e che sta gradualmente raggiungendo il suo epilogo. Il mistico Benjamín Solari Parravicini, ha catturato nelle sue psicografie una serie di visioni che coincidono con il concetto che abbiamo appena descritto e si adattano perfettamente alla figura di Giorgio.

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(1) "Il giovane eremita del nord che viaggia verso il sud verrà e dirà: "Io sono perché sono, perché ero e perché sarò". Lo sono perché sono l'amore, e lo porto. (anno 1971)

Comincio da questo pittogramma, che è già una sorta di vox populi in Argentina in cui si fa riferimento alla persona di Giorgio Bongiovanni e perché lo metteremo subito in relazione con un altro che è anche importante. Ma prima dobbiamo ricordare che Giorgio è venuto in Sud America per la prima volta nel 1992, quando era molto giovane, arrivando "dal Nord" (Italia). L'eremita ci rimanda a una persona che si isola per dedicare la sua vita ai comandi divini e, perché no, considera anche un eremita che "grida nel deserto" poiché il termine deriva dal greco e significa proprio questo (dal deserto). Nel disegno è chiaro che la sua mano porta una lettera o un messaggio che deve consegnare e l'allusione "Io sono perché sono..." fa riferimento diretto alla manifestazione di Dio attraverso Mosè e Gesù stesso, per cui è facile associare che questo messaggio risponde a un comando divino del cielo.

Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi, forse mi diranno: Qual è il suo nome, che cosa dirò loro? E Dio disse a Mosè: IO SONO COLUI CHE SONO. E aggiunse: "Così direte ai figli d'Israele: 'IO SONO mi ha mandato a voi'" (Esodo capitolo 3)

"In verità vi dico, prima di Abramo, IO SONO". (Giovanni 8, 59)

"Io sono l'Alfa e l'Omega, l'inizio e la fine, dice il Signore Dio, che È e che ERA e che VERRÀ. (Apocalisse 1:8)

"Santo, santo, santo è il Signore Dio Onnipotente, che ERA, che È e che VERRÀ. (Apocalisse 4:8)

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(2) L'uomo del Vangelo dirà: "Io sono perché sono, perché ero e perché sarà nella mia verità". Per sempre! (anno 1972)

Detto questo, ora se andiamo alla figura dell'"uomo del vangelo" in Parravicini e vediamo che in questa psicografia si ripete la stessa frase "Io sono perché sono, perché ero e perché sarò", che ci permette di generare un legame diretto con la figura dell'eremita. Soprattutto perché è una frase che non si trova nel resto delle centinaia di psicografie esistenti. È anche degno di nota il fatto che entrambi fanno parte dello stesso periodo, come il resto della maggioranza che parla di questo personaggio "l'uomo del Vangelo" (1971 e 1972). Questo può quindi aiutarci a sostenere l'idea che queste due psicografie siano semplicemente espressioni che caratterizzano la stessa figura, mettendo in evidenza due aspetti che la compongono.

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(3) L'uomo del Vangelo è arrivato. Cercatelo! (anno 1972)

Questa psicografia è molto importante perché ci dice sottilmente molto sulla missione di Giorgio e sulle dinamiche spirituali che comporta l'andare ad incontrarlo. Da un lato, Giorgio ha trovato molti degli eletti (o 144.000 iniziati) come punto determinante per ciò che devono sviluppare, nell'ultima fase del loro ciclo incarnativo sul pianeta Terra. D'altra parte, migliaia di persone (tra cui lo scrittore) hanno trovato in Giorgio il culmine del loro risveglio spirituale. Pertanto, la parola "cercarlo" non si riferisce a una raccomandazione generale di tipo dogmatico, nel senso di assumere una responsabilità spirituale con il credo. Piuttosto, è anche identificare una persona specifica e con essa un aspetto fondamentale della sua ragione d'essere, che è andare incontro a tutti coloro che sono alla ricerca della verità.

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(4) L'uomo del Vangelo nella sua fede manifesta dirà: Vengo all'uomo da lui ingannato a causa del petulante che si è gettato su Dio. Vengo perché porto Gesù! (anno 1971)

Qui l'allusione è diretta alla persona di Giorgio e alla sua missione di annunciatore della venuta di Cristo: Vengo perché porto Gesù! Ma ci dà anche un dettaglio non minore con la frase "fede manifesta", che in termini generali può essere identificata con qualsiasi persona che fa conoscere apertamente il suo credo, ma che in questo caso assume un'altra rilevanza molto più importante, perché ci permette semplicemente di associarla alle stimmate o alle ferite di Cristo, che essendo permanentemente nel corpo di Giorgio, sono sempre visibili o "manifeste". Anche per un lungo periodo Giorgio ha vissuto con lo stigma della croce di sangue sulla fronte. Questo segno di Cristo, apertamente manifestato, ha reso scomodi e discutibili tutti coloro che erano chiusi alla verità e hanno perso la sensibilità spirituale per riconoscere il messaggio che sostiene. Quindi corrisponde direttamente al "petulante ingannatore" che nega e argomenta fino all'assurdo ma allo stesso tempo non è in grado di giustificare in modo coerente il prodigio che lo precede.

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(5) L'uomo del Vangelo dirà: Non ci sarà amore senza Fede... e sarà Fede! (senza anno)

Qui la psicografia forma direttamente una "G" come figura centrale sull' "uomo del Vangelo", quindi non c'è nulla da aggiungere poiché i pezzi del puzzle sono completi e oltremodo chiariti.

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(6) L'uomo Cristo arriva sulle strade del mondo. Egli proclamerà l'amore del prossimo. Coltiverà quell'amore e si darà alla rinuncia. Egli cercherà la purezza in quantità. Uscirà dal vizio del crimine. Sarà accusato di essere stravagante, di essere beffardo, di essere pigro, di essere un ladro. Accetterà e sarà veramente vero. Il papato sarà suo e sarà chiamato. L'estasi sarà sua senza droghe. (1967)

In questo caso si passa a un'altra psicografia che fa un'allusione diretta a Giorgio Bongiovanni, in questo caso non più in relazione all' "uomo del Vangelo", ma a un "uomo-Cristo" che arriva sulle strade del mondo. Quando Benjamin Solari Parravicini parla abitualmente di Gesù, lo menziona sempre in relazione alla sua prossima venuta e non fa mai riferimento a un periodo, in cui deve predicare o in qualsiasi altro modo che giustifichi l'idea di camminare per le strade del mondo. Colui che svolge questo ruolo e lo fa per mandato divino è Giorgio, che ha portato il peso della croce in molti luoghi e paesi dove attraverso colloqui, conferenze e incontri predicò a milioni di persone. Lo ha fatto e continua a farlo con l'enorme sacrificio di farsi martirizzare il corpo, trafitto dalle ferite di Cristo. Il suo camminare è semplicemente l'espressione di un Amore che non comprendiamo. Tuttavia, alcuni hanno reagito negativamente accusandolo inutilmente con le peggiori definizioni. Capisco che questo è il riflesso della propria miseria che si contrappone alla luce dello spirito di Cristo. Sì, perché Giorgio non è solo un altro messaggero, è un uomo-Cristo, come dice la psicografia, e il suo essere purificato nella passione di nostro Signore deve essere esposto al libero arbitrio affinché le anime possano definirsi. Per quanto riguarda l'espressione "sfuggire al vizio del crimine" si riferisce ovviamente alla minaccia della mafia italiana che lo perseguita in modo permanente. Non esiste infatti al mondo un'altra personalità cristica che possa essere associata ad essere "perseguitata" e quindi "sfuggita" alla metodologia, o "vizio" criminale, di Cosa Nostra o di qualsiasi altra organizzazione mafiosa. Quando si riferisce al fatto che "il papato sarà il suo" non significa che diventerà il prossimo papa. È l'offerta redentrice che egli porta con sé, che fa di lui un faro di luce per tutta la cristianità nel senso più ampio e universale della parola. Ma in aggiunta, la psicografia riconosce le dinamiche spirituali delle mistiche "estasi" o spargimenti di sangue che si verificano molto frequentemente e che sono caratteristiche della missione che egli svolge come persona stigmatizzata. Per quanto riguarda il disegno è chiaro che è la scena del 1989 a Fatima, dove la Santa Madre, che comanda la missione della chiesa di Giovanni (con il suo scettro), gli dà il segno di suo Figlio, affinché possa compiere la missione di annuncio alla fine dei tempi.

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(7) "Dove va il mondo? Dove va l'uomo? La chiesa di Cristo si sta già preparando per la nuova reggenza quando arriverà. Sarà l'Autunno Romano, il tempo in cui parlerà il nuovo tempo? Sarà perché la giovane chiesa ha cominciato e dirà quello che dice il giovane. La Sacra Campana annuncerà l'inaspettato, e l’inaspettato sarà! (1972)

In relazione alla figura precedente in cui viene menzionato come "papa" o capo della chiesa di Giovanni, porto quest'altra psicografia in cui è dettagliato che "una nuova reggenza" sta per arrivare in una chiesa "romana", che viene messa in discussione sulla sua capacità di annunciare "il nuovo tempo". E aggiunge che "la giovane chiesa ha cominciato e dirà quello che dice il giovane". Giorgio aveva solo 26 anni quando fu stigmatizzato a Fatima e divenne in qualche modo un nuovo reggente, di una giovane chiesa che avrebbe anche annunciato "l'imprevisto e l'imprevisto accadrà". Credo che in tutte le confessioni cristiane (cattolica, protestante, ortodossa, ecc.) nessuno si aspetta la venuta di Cristo dalla confederazione extraterrestre che si impadronisce di tutto il pianeta. E come se non bastasse "Dove va il mondo, dove va l'umanità?" suona troppo simile al libro "Umanità, dove vai? (scritto da Georges Almendras e Orazio Valenti) che comprende la biografia di Giorgio Bongiovanni.

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(8) L'essere anonimo che viene a suonare la campana delle voci, dirà di portare al mondo la lanterna della redenzione, perché le voci dicono ai quattro venti la verità dell'acqua e la verità della croce, ma io porto due involucri che vedono, ma non dicono ancora, lo diranno nel giorno del Grido.

Per chiudere il quadro delle profezie che identificano la figura di Giorgio Bongiovanni, come un vangelo vivente dei tempi della seconda venuta di Cristo, voglio evidenziare questo dove un "Templare" (Parsifal?) suona una serie di "rare" campane con voci e occhi. È noto che Giorgio ha sviluppato in questa parte finale della sua missione e in parallelo con le altre sue attività, il gruppo giovanile Our Voice, che ha accompagnato e presentato in diversi luoghi del mondo. "Le voci" secondo la psicografia "dicono la verità dell'acqua e della croce" che sono l'iniziazione e la realizzazione del cammino spirituale. E questo è facile da capire attraverso l'offerta redentrice implicita che questo gruppo di giovani porta con sé, attraverso l'invito a combattere i mali del mondo senza distinzione di credo, razza o frontiere, con lo scopo di realizzare una rivoluzione pacifica in tutto il pianeta. Questa non è altro che una risposta efficace alla richiesta della Madonna di Fatima quando apparve per la prima volta nel 1917.

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(9) La fede nella fede, sarà nel 2002. La voce di Cristo sta arrivando ora!

In fine mi congedo con quest'ultima psicografia che dice tutto e dove non c'è più nulla da aggiungere... se non che forse il 2002 è un'allusione al momento della vittoria dei 2 Giovanni? Qualunque cosa fosse, credo che sia il minimo, soprattutto quando i nostri occhi hanno visto un uomo crocifisso aprirsi la strada in mezzo a noi.

Grazie Giorgio in eterno, la tua croce è anche la nostra e non ti tradiremo.

HASTA LA VICTORIA! SIEMPRE! SIEMPRE! SIEMPRE!

Agustín Saiz
14 settembre 2020
 

parravicini
(clicca sull'immagine per leggere l'articolo)

Nota: Benjamin Solari Parravicini (1889-1974), nato a Buenos Aires (Argentina) l’8 Agosto 1889, è un pittore e scultore argentino. Conosciuto dalle psicografie profetiche da lui disegnate.
Realizzò oltre 700 psicografie riportanti un disegno ed un piccolo messaggio e la maggior parte di esse si sono dimostrate esatte, profezie di eventi anticipati da questo notevole veggente.

agustingiorgio

 

FONTE: https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2020/8689-benjamin-solari-parravicini-e-l-uomo-del-vangelo.html

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