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2020 05 31 il fuoco cristico


DAL CIELO ALLA TERRA

I GIOVANI INIZIATI E ALCUNI ANZIANI DEL TEMPIO NEL BATTESIMO DELLA CHIESA GIOVANNEA DI CRISTO.
ALLE FOCI DELL'OCEANO ATLANTICO DEL SUD, NOI ESSERI DI LUCE SIAMO STATI TESTIMONI DI UNA INIZIAZIONE ATLANTIDEA RICEVUTA DA UOMINI E DONNE “CHIAMATI” DALLA LUCE CRISTICA.
NON SARÀ LA PRIMA NÉ L'ULTIMA, ALTRI BATTESIMI-INIZIATICI SARANNO CONCESSI AI GIOVANI DELLA GENETICA G.N.A. E AI SOPRAVVISSUTI VETERANI DELLA GRANDE BATTAGLIA IN CORSO (ARMAGHEDDON).
LA NOSTRA GIOIA È ANCHE LA VOSTRA!
A TE FRATELLO, LA NOSTRA STIMA E LA NOSTRA RICONOSCENZA PER IL TUO SACRIFICIO IN ONORE E GLORIA AL SANTISSIMO MAESTRO GESÙ-CRISTO, IL MESSIA FIGLIO DEL DIO VIVENTE.
LEGGETE! LA CRONACA DI UNA GIOVANE ANCELLA DELLA NOSTRA CONFEDERAZIONE.
PACE!
I FRATELLI DELLA LUCE SALUTANO!

PIANETA TERRA
31 Maggio 2020
G.B.

 

Se un giorno vi chiedessero di fare un viaggio per vivere una domenica ai piedi di un’altra terra, ascoltare il sospiro di un vento diverso e sentire il calore di un nuovo Sole. Cosa rispondereste? “Ti prego, sì”.
È quello che è stato, due giorni fa: un viaggio che nessuno si aspettava, ai confini di questo mondo, dove le rive vengono accarezzate dall’acqua di un oceano saggio e millenario, che umilmente e con gioia ci ha benedetti.
Siamo arrivati in riva all’Oceano Atlantico, precisamente nella regione di Rocha, a 300 km da Montevideo (capitale dell’Uruguay) in una giornata che ci ha sorriso e sorpreso fin dall’inizio. Un sole caldo e inaspettato dopo giorni di tempesta, pioggia e fulmini.
Il vento che ci trasportava era avvolgente e affettuoso. Le onde del mare urtavano contro gli scogli e poi si allungavano, come rilassandosi, lungo la riva della spiaggia. Il blu profondo del mare si divideva in maniera netta dall’azzurro terso del cielo che resisteva, rimanendo limpido e pulito, contro ogni nostra aspettativa.
C’era solo un profumo che prendeva il sopravvento su tutti gli altri: quello forte trascinato dalla marea. Quell’odore incomparabile che arrivava direttamente dagli abissi profondi e che in un’offerta di amore ci lasciava assaporare per qualche momento il mondo blu sotto ai nostri piedi.
Sembrava di essersi sciolti finalmente da quel filo che ci tiene collegati alla realtà di questo pianeta e di vivere l’atmosfera di una stella creata da infiniti granelli di sabbia che, inumiditi dall’acqua, bagnavano i nostri piedi. Non era una giornata ordinaria, non era un semplice battesimo. Lo avevamo capito già dai primi attimi. Un sentimento che mano a mano si fortificava e diventava sempre più reale e tangibile.
Eravamo tanti, quasi tutti giovani, accompagnati dal nostro maestro. Incredibile che ci aveva guidati in quel lasso di tempo che sembrava così singolare. Tutti, in quel piccolissimo punto del nostro Universo sconfinato avevamo gli occhi puntanti verso di Lui che, con le mani alzate in direzione dell’oceano, dava l’impressione di parlare e comunicare con le forze della natura, interrogandole, chiedendogli qualcosa che forse solo più tardi saremmo riusciti a intuire.
Poco dopo prendendoci tutti insieme per mano abbiamo costruito un cerchio, grandissimo. In quel momento eravamo al centro della terra, la custodivamo con amore dentro le nostre braccia che, l’una dopo l’altra formavano la circonferenza di quell’anello. Al centro c'era Lui. Era un momento surreale in cui sentivamo di essere un tutt’uno con l’azzurro del cielo sopra di noi, di poterlo quasi toccare con un dito. Sembravano esserci fili invisibili e luminosi che ci collegavano alla sfera celeste e che come raggi di luce si congiungevano tutti a lui. Posso ancora vederlo, era un sole bellissimo.
Ad un certo punto alzando lo sguardo, vediamo un falco che plana esattamente sopra di noi, emettendo il suono tipico degli uccelli rapaci. Per un po' di minuti lo abbiamo potuto osservare sbattere le ali e farsi trasportare dal vento sopra le nostre teste.
Poco dopo, prendendoci di nuovo per mano, ci ha guidati verso la riva, dove una piccola passerella di legno sembrava fosse stata posta lì proprio per permettere a noi di ricevere quel battesimo. Eravamo dentro una chiesa, ma non in quella che abbiamo sempre concepito tra quattro mura, bensì in quella che ci era stata affidata nelle mani, che doveva essere una casa e un rifugio. Un nido dove tutti avrebbero potuto abbracciarsi e riunirsi, un nido dove ogni essere animato e non avrebbe potuto esprimere la sua vera essenza per il quale è stato creato. Eravamo nella chiesa di questa terra, che è la Madre natura: è la delicatezza delle sue colline e la saggezza delle sue montagne, è la profondità dei suoi mari e l’armonia delle sue spiagge colorate dalla schiuma bianca delle onde che sempre viaggiano.
Eravamo nella chiesa creata per noi, perché potessimo condividere la dolcezza di un frutto e l’amabilità del vento, il calore del Sole e la soavità dell’acqua. Tutti doni che vivevano in questa casa e che purtroppo non sono stati sentiti come tali da noi umani.
La fila di giovani era lunga, forse mai in una chiesa si erano visti così tanti ragazzi. Così diversi l’uno dall’altro, provenienti da paesi di tutto il mondo, con vite segnate da felicità e da sofferenze, con passati graffiati da vittorie e da sconfitte.
Il momento è stato unico. I piedi scalzi, l’oceano alle nostre spalle e Lui davanti a noi. Sembrava non esistere altro al di fuori di noi e quell’istante con Lui.
“Ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, ha detto ad ognuno di noi.
Forse non c’è un modo per descrivere con parole umane l’incantesimo di quel tocco che ha disegnato una croce sulla nostra fronte. Poter sfiorare le mani di tuo Padre, poter riascoltare la sua voce e rivivere istanti appartenenti ad una vita che hai l’impressione di aver già vissuto. L’energia di un’esistenza lontana che percorre il tuo corpo, dalle dita dei piedi fino ad ogni capello. La fragilità del tuo cuore che batte e vive all’unisono con la coralità di quei suoni armonici che arrivano dai confini dell’universo.
Una benedizione per vivere questi ultimi anni di lotta, dove i due schieramenti progressivamente si definiscono e le forze delle due parti si uniscono e si preparano.
Arriveranno giorni in cui nuvole scure copriranno le stelle della notte. Giorni dove cammineremo nel velo del sole sotto una pioggia amara, triste. Ma nei sogni sentiremo il tuo nome, ascolteremo di nuovo la tua voce calda, paterna, amorevole. Nei sogni ci rincontreremo e ci prenderemo la mano. Quando cadranno mari e montagne, quando grideranno colline e deserti e arriveremo alla fine dei giorni, nel buio sentiremo la tua chiamata. Chiamandoci, lì andremo.
Con la tua benedizione andremo sì, finalmente, verso la strada di casa.

Con Amore Marta.
28 Maggio 2020

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