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il serpente celeste

L'autore intende dimostrare che la scienza, la matematica, la medicina e l'astronomia degli antichi egizi erano molto più sofisticate di quanto non riconosca la maggior parte degli egittologi moderni; che la conoscenza che avevano dell'universo era il retaggio di una civiltà enormemente avanzata e che la Grande Sfinge è la prova geologica dell'esistenza di tale civiltà.

I protagonisti dell'antica civiltà egizia possedevano una concezione molto più sottile e sofisticata della metafisica e delle leggi che governano l'uomo e il suo universo di quanto sia disposta ad ammettere la maggior parte degli egittologi. Ma che la sfinge di Giza sia migliaia di anni più antica di quanto comunemente sostenuto, è una tesi che da qualche anno ormai si sta facendo largo in tutto il mondo; John Anthony West è stato il primo a suffragare scientificamente questa notizia, basandosi su dati raccolti, in anni di appassionate ricerche, insieme al suo gruppo di studiosi. E i risultati di queste minuziose indagini potrebbero adesso obbligare a rivedere completamente la storia dell'umanità.
Il serpente celeste espone dunque un'interpretazione rivoluzionaria e ampiamente documentata dell'antico Egitto che, muovendo dai mirabili testi di Schwaller de Lubicz, dimostra, fra le altre cose, che per esempio, i geroglifici rinvenuti nelle tombe e nelle piramidi veicolano messaggi ermetici circa le realtà più sottili postulate dalla Scienza Sacra dei faraoni; che la conoscenza che gli egizi avevano dell'universo era un retaggio acquisito da una civiltà molto avanzata, già fiorente migliaia di anni prima; che la Sfinge è la prova geologica dell'esistenza di quella civiltà. Con un ricchissimo apparato di disegni e illustrazioni, Il serpente celeste si rivela un libro assai stimolante: pagina dopo pagina risveglia l'immaginazione del lettore e ne arricchisce la fantasia e la conoscenza.

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