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Pier Giorgio Caria
 
Giovanni 9, 41: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; 
ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane.”

2 Febbraio 2007 - 28 aprile 2015, a distanza di otto anni, la vita e l'esperienza vissuta da Giorgio Bongiovanni, tornano a calcare i palcoscenici di una rete berlusconiana. All'epoca fu Italia 1, ora è stata Rete 4 ad ospitare le immagini delle impressionanti ferite presenti nel corpo dello stigmatizzato siciliano, nativo della cittadina di Floridia, nel siracusano. Allora a condurre fu il noto cantante-presentatore Enrico Ruggeri, ora è stata Safiria Leccese, la cui professione mi risulta indefinibile vista l'assoluta impossibilità di chiamare giornalismo o conduzione, quello che fa in tv, nel programma “La strada dei miracoli”.

Tutto diverso esteriormente ma niente è cambiato da allora nella sostanza, nel modo di condurre e trattare questo caso inviso a qualcuno che, allora come oggi, ha diretto occultamente un vero e proprio complotto nel tentativo di screditare e porre in una luce di discredito, falsità e inganno, una esperienza e un uomo evidentemente non gradito a certi poteri. E in questo la trasmissione è stata foriera di uno stridente contrasto, a fronte dell'evidente intento denigratorio è stata eclatante la pacchiana goffaggine di tutti i partecipanti alla “cospirazione”, una vera fiera di ruffiani, cortigiane e quaquaraquà, dai toni degni più di un film fantozziano che di un ben orchestrato attacco mediatico. Ignoranza, pressapochismo, dilettantismo televisivo, oscurantismo culturale, devianza mentale spacciata per scienza. Insomma, una ennesima vergognosa pagina televisiva della tivù berluscon-popolare, specchio fedele di una Italia che affonda in modo irrimediabile. Un palcoscenico del tutto autoreferenziale dove la correttezza, l'educazione, il vero giornalismo sono stati totalmente assenti. Un programma insipiente da tutti i punti di vista. Ma andiamo a raccontarlo un po', sarò un po ironico e sarcastico vi avviso...

In studio, oltre alla Leccese, (strana assonanza con la Lecciso, entrambe belle donne ma la professionalità è un'altra cosa), erano presenti, si fa per dire, come ospiti fissi, Paolo Limiti e il giovane Don Davide Banzato e, durante il programma, altri ospiti sono stati intervistati in studio o in collegamento esterno. Il programma si è sviluppato quasi per intero, sui fatti di Medjugorje e sulla “santità” di Giovanni Paolo II, solo a fine programma, era ormai tarda serata, c'è stato il collegamento con Giorgio Bongiovanni che si trovava a Catania. L'approccio ai diversi temi è stato impostato con una voluta smodata esaltazione per i fatti di Medjugorje e per i relativi veggenti, per Papa Giovanni Paolo II e per Paolo Brosio, mentre il caso di Giorgio Bongiovanni è stato da subito trattato in modo diametralmente opposto, presentato immediatamente come dubbioso ed eretico a prescindere, senza possibilità di replica.

Ora è evidente che da un tale panorama di personaggi e da una evidente sceneggiatura pianificata a tavolino, non ci si poteva certo aspettare obiettività e correttezza. Sarebbe come chiedere ad un riccio di non pungere o ad una anguilla di essere ruvida. La congiura era evidentemente preparata sin dalla genesi dell'idea di portarvi Giorgio Bongiovanni, niente è stato lasciato al caso. Le interviste fatte a Catania dalla troupe recatasi lì, assolutamente cestinate, evidentemente i temi scottanti affrontati da Bongiovanni potevano risvegliare i neuroni degli italiani drogati dal dolce veleno soporifero profuso a piene mani, tranne rare eccezioni, da tutte le reti Mediaset e RAI. Sono stati mandati in onda solo brevi spezzoni, abilmente tagliati, di alcuni amici ed estimatori delle opere e della persona di Giorgio Bongiovanni, per dare un'idea velata di fanatismo acritico. Si è dato fondo a interviste vecchie di oltre 20 anni, di un Giorgio ancora giovane e lontano dagli scottanti temi oggi da lui trattati come, ad esempio, la trattativa tra stato e mafia, la vicinanza di Berlusconi agli ambienti mafiosi, la corruzione degli ambienti vaticani ecc. Non lo si è lasciato parlare, e quel poco che è riuscito a dire è stato interrotto in continuazione dalla Leccese, uno sgambetto continuo in piena area di rigore fatto proprio dall'arbitro che doveva garantire l'equità dell'incontro. Proprio quello che piace agli italianberluscones, scorretti, bugiardi e faziosi fino alla radice del proprio seme. Il capo fa scuola d'altronde... Ci si poteva aspettare altro da una che è stata nella redazione romana di Mediaset al seguito della presidenza del Consiglio, all’epoca del premier Berlusconi oggi pregiudicato? Una che ha preso a gomitate e insulti, un elegante torpiloquio per carità, il disturbatore Gabriele Paolini che le mandò all'aria un suo intervento. Beh, ha avuto un buon maestro evidentemente, peccato che Bongiovanni non abbia reagito allo stesso modo, forse avrebbe cambiato parere riconoscendolo simile a lei. Ma l'importante è la sostanza, la Leccese frequenta già da tempo i salotti buoni televisivi della religione. Nel 2005 fu lei a raccontare ai telespettatori di Italia Uno la dipartita di papa Giovanni Paolo II, i suoi funerali e anche l'elezione di Benedetto XVI e, nel 2011, il Canale televisivo vaticano, la incaricò di presentare dal Circo Massimo, l’evento di beatificazione di Giovanni Paolo II. Una fede incrollabile quindi, con tanto di viaggi a Lourdes annuali con il marito, l’avvocato romano con studio ai Parioli, Sevi Saffetta. Insomma entrature di alto livello spiritual-elitario, dove non poteva trovare posto un povero giornalista stigmatizzato che porta avanti lotte sociali politicamente scorrette, come una assurda lotta alla mafia e alla corruzione a tutti i livelli, religioso compreso. Eh che cavolo, a tutto c'è un limite no? Siamo in Italia perbacco! Un posto dove mafiosi e corrotti siedono in parlamento e i (pochissimi) magistrati onesti ritenuti una categoria con pericolose devianze mentali. Strano si siano dimenticati di insinuare anche su un certo odore di zolfo che trasuda da personaggi di tale risma. Incensare invece personaggi  come il santo fatto dagli uomini, da Dio non si sa, Karol Wojtyla che, assieme ad alcune cose buone, ne ha fatte altre molto discutibili, cristicamente dubbie. Amico di dittatori sanguinari come Pinochet, protettore di brava gente come il Cardinale Paul Marcinkus, pesantemente implicato nello scandalo del crack del Banco Ambrosiano e con amici della portata di Roberto Calvi e Michele Sindona. Questi sono i veri eroi moderni, come Paolo Brosio miracolosamente rinato anche dal punto di vista professionale, dopo una straordinaria conversione avvenuta a Medjugorie, dopo una vita di lusso, fama e dissolutezze. Talmente straordinaria da scriverci vari Best Seller, mica una robetta insignificante come delle Stigmate ricevute a Fatima dalla Madonna, cosucce di poco conto al confronto, speriamo facciano santo anche a lui. Suona bene San Paolo Brosio non vi pare? Non me ne voglia Brosio, ironizzo e basta. Lui, alla fine, non c'entra nulla e sono felice che dopo le sregolatezze della sua precedente vita abbia oggi scoperto Dio e la Fede, spero, con altrettanta passione, le buone opere.

A coronare il tutto gli interventi edulcoranti della veggente Vicka Ivankovic che ci rassicura: la Madonna è bella (sic!), tutto va bene, il mondo è pace e amore. Salvo dimenticare di dirci dei tremendi messaggi profetici e di ammonimento dati a lei e agli altri veggenti, dalla Madonna che, seppur bella e meravigliosa, non ha lesinato terribili annunci sul futuro del mondo se l'umanità non avesse cambiato modo di vivere. Messaggi taciuti al mondo e accuratamente tenuti colpevolmente segreti dalla gerarchia vaticana, figli di Satana li chiama Lei, la Bella e Meravigliosa Madre Celeste. Dopo questi sproloqui di (ipocrita) buonismo, di un felice mondo inesistente, di santità dubbie e di veggenti smemorati, il tutto abilmente e sapientemente commentato oltre che dalla avvenente Safiria, dall'acuto (!) Paolo Limiti, i cui limiti erano davvero evidenti, e dal giovane prete top model, ma parecchio disinformato, don Davide Banzato, è arrivato il momento della gogna mediatica al “diverso”, a quello da additare, a quello che, solo per gente come loro o/e peggio, rappresenta un pericolo: lo Stigmatizzato di Fatima Giorgio Bongiovanni. 

Come ho detto prima, le interviste fatte a Giorgio Bongiovanni a Catania, dalla stessa troupe di Rete 4, sono state del tutto ignorate, i suoi tentativi di rispondere agli sproloqui insensati, bugiardi e denigratori, alle pesanti insinuazioni e ai vaneggiamenti, ossessivamente interrotti da Safiria, non la chiamo giornalista per non offendere chi realmente lo è. I commenti di Paolo Limiti lasciamoli a miglior memoria, insulsi e appiattiti alla linea censoria e denigratrice impostata dalla Leccese, gli interventi del prete Top Model di stampo inquisitorio, a volte del tutto inventati, come quando ha asserito che Bongiovanni avrebbe dichiarato di essere Cristo, e che ha dimostrato di essere assolutamente ignaro delle numerose dichiarazioni a favore della vita nell'universo espresse da importanti uomini di chiesa quali Padre Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, da Monsignor Corrado Balducci, dal Padre Gesuita, eminente scienziato, Guy Consolmagno, dallo stesso Padre Pio che riteneva espressione della Potenza Creatrice di Dio la sicura presenza di altre umanità in altri mondi. Ignora Don Davide che il reverendo Dessauer di Monaco, partecipando a un convegno di teologi e sociologi, affermò che la Terra è oggetto di attenzioni da parte di esseri intelligenti provenienti da altri pianeti. Ignora che nel novembre del 2009, presso la Casina Pio IV, nella settimana di studi “Astrobiology” promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze, l’ottava sessione dei lavori aveva come titolo “Intelligenza altrove e vita ombra” e si è occupata dell’ipotesi sull’esistenza di forme di vita senzienti in altri mondi, e della possibilità della presenza di forme di vita diverse dalla nostra nel nostro mondo! E siamo in epoca moderna. Vorrei anche ricordare altri eminenti personaggi della Chiesa del tempo passato quali, ad esempio, il cardinale Niccolò Cusano, filosofo e scienziato del XV secolo, che diceva: “Non c’è stella dalla quale siamo autorizzati a escludere l’esistenza di esseri, sia pure diversi da noi.” o il Padre Angelo Secchi, gesuita e astronomo scomparso nel 1876, che scriveva: “E’ assurdo considerare i mondi che ci circondano come enormi deserti inabitati e cercare il significato del nostro universo in questo nostro piccolo mondo abitato.”  Tutta gente pericolosa, eretici inveterati, iscritti nella “Black list” stilata da Don Davide, Bongiovanni in testa ovviamente, lui non lo batte nessuno in quanto a eresie. E le scritture? Anche lì Don Davide latita in modo sconcertante. Il Salmo 23 recita: “Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti”. Già, “l'Universo e i suoi abitanti...” Oppure, Apocalisse, cap.7 vers.5 - 6: [5] Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. [6] Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. ”...Eh si, “contro tutti quelli che abitano in cielo...” Accidenti queste scritture, sempre fuori luogo, scomode in modo irritante. Era tanto meglio quando era proibito leggerle e si finiva al rogo se qualcuno veniva beccato a farlo. Che bei tempi, si poteva dire qualunque str...ta e spacciarla come verità divina, come dogma inviolabile della fede... che nostalgia. Pazienza Don Banzato, i tempi sono cambiati, è proprio il caso di dirlo, per gente come lei “mala tempora currunt. sed peiora parantur” (imperversano tempi duri, ma bisogna aspettarsi di peggio). Evidentemente il giovane e belloccio Don Banzato ha altre e più urgenti cose a cui dedicarsi. Del tutto lecito, solo dovrebbe avere la decenza di tacere e ammettere la sua ignoranza su temi che non conosce. Ma si sa, la tivvù è vanità, come resistere? Su questo tema quindi possiamo definirlo Don “bannato”, siamo in epoca di social network perbacco! Non si preoccupi Don Davide, questo problema non riguardava solo lei, era in buona compagnia. Tutta gente à la page insomma quella in studio, l'allegra combriccola del discredito e dell'ignoranza a tutti i costi, costi quel che costi...  Senza pudore e senza vergogna ragazzi, questo serve oggi per fare carriera nei salotti buoni. La coscienza e la dignità? Peggio dell'appendice, le tonsille o le zecche, da togliere al più presto. Candidamente la bella Safiria ha detto: “non vogliamo processarla Bongiovanni!”Emmenomale!!! Sennò che avrebbero fatto? Rogo o fucilazione alla schiena? Scegliete voi.

In ultimo da segnalare i due parenti stretti della famiglia Addams, non me ne vogliano gli Addams, Armando De Vincentiis e Luigi Garlaschelli. Il primo con teorie pseudo scientifiche senza nessuna dimostrazione o fondamento reale, puri deliri di una mente evidentemente contorta, accettabile solo da gente che ha tanto pelo sullo stomaco e vede solo striscia la notizia e i giochi a premi. Il secondo non ci voglio spendere molte parole, basta guardarlo e vedere cosa fa, e capisci cos'è. Dopo i fallimentari e ridicoli tentativi di dimostrare che la sindone, pure quella, è una truffa, Garlaschelli, un nome una garanzia, ci riprova ancora con Bongiovanni, e per dimostrare che le ferite del siciliano sono false, tortura il suo povero corpo, che evidentemente mal sopporta, con siringhe e acidi... non oso pensare cosa faccia in privato! Un dato è certo: odia Cristo in tutte le Sue manifestazioni è chiaro, non per nulla è stato scelto, nell’ottobre del 2009, dalla Associazione di atei fondamentalisti UAAR (“Unione Atei Agnostici Razionalisti”) per dimostrare, appunto, che la Sindone è di origine umana e fraudolenta. Non spendo alcuna parola sull'assurdo delle sue orrorifiche e sadiche insinuazioni, di tutte le tremende complicanze cliniche che comporterebbe su una persona che protraesse queste attività autolesioniste in modo ripetuto per oltre 26 anni. Un qualsiasi medico degno di tale nome saprebbe cosa dire. Se questa è scienza Barabba è santo e Caino un gentiluomo. 

Forse non serve ma anche io ho una piccola testimonianza da dare.

Conosco Giorgio Bongiovanni da oltre 26 anni, da prima che ricevesse a Fatima le Sacre ferite che porta nel corpo ininterrottamente, a parte la croce sulla fronte, dal 2 settembre 1989. L'ho visto sanguinare centinaia di volte ai quattro angoli del mondo, ho assistito alle analisi mediche e psichiatriche sulle ferite e su di lui, a volte le ho anche filmate mentre venivano eseguite. Ho letto e ascoltato le diagnosi dei medici e degli specialisti che dichiaravano l'assoluta inspiegabilità per la scienza di tali ferite. Lo vedo assumere giornalmente le medicine per il diabete di cui soffre, so cosa significa questo male in caso di ferite, non rimarginano e vanno facilmente ad infettarsi, faticano a rimarginarsi e, se estese, rischiano la cancrena. Eppure quelle ferite li, quelle sulle sua mani, sui suoi piedi e sul costato, si aprono, sanguinano e si richiudono spontaneamente nel giro di un paio d'ore. E la scienza, quella vera, quella di cui De Vincentiis e Garlaschelli non sanno dove stia di casa, si arrende e ammette onestamente di non capirci nulla, di non avere spiegazioni. Altra gente, altri livelli. Conosco le  opere sociali di Bongiovanni, il lavoro antimafia, il sostegno ai magistrati scomodi e condannati a morte come Nino di Matteo, il suo peregrinare per il mondo a portare un messaggio di speranza e di ammonimento, di certezza di Giustizia, quella vera, che si compirà con la millenaria promessa del ritorno sulla Terra di Gesù Cristo quale giudice divino. Conosco bene il suo accettare con gioia e stupore, il pesante fardello che la Vergine gli propose a Fatima: “Vuoi tu Giorgio portare nel tuo corpo un poco della sofferenza di Mio Figlio il Cristo?” “ Si Madre, lo voglio”. In fondo, se solo ci fosse un poco di umiltà, la verità non sarebbe così difficile da accettare, è li davanti ai nostri occhi, nuda e disadorna come sempre, come Lei ama presentarsi ai semplici, ai pacifici, ai buoni, ai puri di cuore. Ma la Verità non è per questo mondo in cui imperversano complotti, ruffiani, cortigiane e quaquaraquà.
Questa è la mia testimonianza, nulla di speciale a dire il vero, solo la Verità, nient'altro che la Verità.  
                                                                               
Che altro dire, a parte l'ironia con cui ho scritto questo commento, in tali salotti e con simili personaggi, è impossibile aspettarsi reali chiarimenti, onestà, verità, equilibrio e correttezza.        
Un tipico prodotto della tv spazzatura che fa parte della oliata “macchina del fango” del mondo mediatico berlusconiano, quella dei calzini celesti del giudice Mesiano per intenderci.            
Essere attaccato, denigrato, vilipeso in tali salotti è per me un punto d'onore a favore di Giorgio Bongiovanni. Essere stato censurato, oscurato da questa gente, ben distinto dai personaggi incensati durante il programma, è stato un grande atto di giustizia e di riconoscimento alla sua totale estraneità a quel mondo di ruffiani, corrotti, delinquenti. Un mondo di farisei, lo stesso che ha crocifisso Cristo, bruciato Giordano Bruno e perseguitato Padre Pio. Ben venga quindi “La strada dei miracoli”, in fondo, a ben vedere, ha fatto un encomiabile lavoro a favore della verità. Come ha affermato una delle tante persone che si sono indignate per quanto accaduto nel programma: “l'umiliazione dinanzi a questi vessatori, patteggiatori con  il “principe di questo mondo”, è forse il più grande atto di Gloria presso il Regno dei Cieli!”
 
PG Caria 30.4.2015
 
 
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