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Di Erika Pais 
Ci sono molti modi attraverso i quali l'uomo esprime le sue passioni e sentimenti più intimi. Così come siamo continui recettori di stimoli per il corpo e per lo spirito, siamo anche emettitori del frutto che questo processo ricettivo compie dentro ciascuno. 
La psiche umana è sempre incaricata di mettere a nudo tutto ciò che gelosamente nascondiamo, perché tutto, ogni cosa, ogni debolezza o qualità ha come fine fiorire sotto la luce del sole. Il male in noi, ma anche tutti i frutti buoni, esploderanno irrimediabilmente davanti ai nostri occhi.

Quando accadrà è solo questione di tempo.
E’ così che vaghiamo nella vita con la voglia di amare e il bisogno di essere amati, alla ricerca di sensazioni che ci soddisfano, alla ricerca di pietre miliari dove riposare, abbiamo bisogno di persone che ci spingano a continuare a camminare e guardando il Cielo in attesa di una prova, un segno che siamo sulla strada giusta. Nel corso degli anni e immersi in un mondo di oscurità cercando di gridare ai sordi che non siamo soli e che presto Il Nostro Re Tornerà come aveva promesso, stiamo diventando dei tossicodipendenti disperati per una dose di fede e di speranza, sembrando orfani. camminando per il mondo la cui unica aspirazione nella vita è quella di poter avere lo sguardo dei nostri Padri su di noi.
La Verità è il motore della nostra esistenza, ma i Segni Divini iniziano poco a poco ad essere il carburante per quel motore.
Finché in capricciosi disegni Celesti, le Potenze decidono che siano i loro segni quelli che parlano di chi siamo e non che siamo noi a gridare di loro.
“Voi Resistete, parlate, gridate, vincete le vostre paure e vedrete come ovunque andrete ci saranno segni che sosterranno tutto ciò che direte".
Così parlava Giorgio alcuni anni fa in una riunione dell'arca. Così parlava, annunciandoci che da quel momento in poi noi e tutta l'umanità avremmo attraversato momenti molto duri in cui i "vivi invidieranno i morti".
Fino ad oggi risuona nei nostri cuori l'eco di tanti, centinaia di consigli e avvertimenti che preparavano per il momento attuale.
Sono passati tanti anni e tra mesi che sono diventati anni e tappe che sono diventate scuole di vita e di spirito, ci sono stati momenti di massima divulgazione e altri di assoluto silenzio.

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Fino all'inizio del 2020 e con esso, l'ordine imperioso del Cielo di moltiplicare la divulgazione, essere attenti e vicino ad ogni Uomo Giusto e ad ogni giovane erede della Luce del Sole e della Verità, di ogni voce che grida per quelli che non l'hanno più. E non ce l'hanno perché sono stati spogliati non solo della loro dignità, della salute, dei loro diritti, ma soprattutto, sono stati spogliati della presenza di Cristo nelle loro vite e quando un Giusto, un giovane, un missionario parla per loro, in realtà sta restituendo lo sguardo del Cielo.
Quasi subito dopo che si era espresso il pensiero sulla necessità di gridare di più, iniziarono ad arrivare inviti da diversi organi di stampa a partecipare ad interviste in cui curiosamente, e non tanto, i temi principali della nostra Opera sono stati abbracciati con armonia e delicatezza. Non è più strano o scomodo per il pubblico sentir parlare della presenza extraterrestre in relazione alla giustizia, con la persecuzione del potere mafioso e criminale e con gli eventi che accadono in tutto il mondo.
Sempre più i grandi media concordano e incoraggiano anche inconsciamente che lo spettatore ascolti nella stessa intervista queste due facce della stessa medaglia.
E mentre nelle aule delle leggi la mafia continua a lottare contro i nostri minacciando di uccidere e governando tranquillamente, nelle strade continuiamo a conquistare piccole battaglie che assaporiamo come grandi vittorie, giubilanti della nostra comunicazione con il Cielo.

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Così, Georges Almendras è invitato a un altro programma in cui per più di 30 preziosi minuti ha ribadito il concetto di mafia, criminalità organizzata, lotte di potere, ma anche la presenza di questi esseri che attraversano altri mondi per arrivare a noi.
Questa volta il programma si chiama “Twister” ed è trasmesso da uno dei nuovi canali emergenti dell'era della TV satellitare e per abbonati. Il conduttore un attore e giornalista che ha finito per confessare la sua paura davanti a tutto quello che sta succedendo e che non sa spiegare. Ma anche paura del fatto di non sapere come reagire riconoscendosi inutile e ignorante.
l nome del giornalista è Marcel Dasset e del dialogo che ha tenuto con Almendras davanti alle telecamere questa è stata la frase che mi è rimasta nell’anima e che vorrei condividere: "Ma non bisogna necessariamente vedere per credere, perché uno crede in Dio e non lo ha necessariamente visto, o come te (indicando Georges) che credi nelle astronavi anche se non le hai viste."
Un atto di fede di un uomo immerso nello spettacolo, nel jet set, nell'oscurità, un fugace tentativo del suo spirito di comprendere la materia per poter realizzare lo spirito. Una briciola di pane che ci viene lanciata dall'alto in modo che nello stesso tempo in cui siamo annunciatori con vergogna non dimentichiamo che loro, gli strumenti che ci aprono le porte per poter parlare al grande pubblico, sono anche specchi dove guardarci.
Perché noi, che tocchiamo i Sacri Segni, mangiamo con loro, dormiamo con loro, ridiamo con loro; noi che viviamo quotidianamente con Cristo continuiamo ad avere bisogno di “vedere”, mentre chi a malapena è chiamato a risvegliarsi si rende conto che non è necessario vedere e toccare per continuare.
Mentre si spengono le telecamere, le astronavi illuminano ancora una volta i cieli del mondo, Antonio Urzi, che Georges nomina più e più volte come suo amico, amico di Giorgio, fratello dell'Opera, è colui che le cattura, avallando tutto ciò che è stato detto in quel set. Mentre il conduttore, quello che ha detto che non c'è bisogno di vedere per credere, dorme il sogno della materia, in una cava una macchina scavatrice a 80 chilometri da Artigas, dove Giorgio ha tenuto la sua ultima conferenza in Uruguay sotto lo slogan del ritorno al paese con i suoi discorsi imponenti, scopre una pietra, un'altra pietra di 140.000.000 anni a forma di cuore. Lì, ad Artigas, proprio come aveva predetto Giorgio.
E’ qui e ora che la ruota inizia a girare in senso contrario per imporre un ordine, l'Ordine Giusto, quello che regna in ogni luogo dove Colui che deve venire arriva.
E’ qui, ora, nel momento in cui smettiamo di parlare di chi siamo stati e i segni iniziano a parlare di chi siamo. È qui ed è ora, mentre il mondo va in pezzi.
Erika Pais
21 Novembre 2020

 

(Per visualizzare i messaggi allegati cliccare sulla fonte)

FONTE:https://www.thebongiovannifamily.it/cronache/cronache-dalle-arche/cronache-dalle-arche-2020/8753-quando-sono-i-segni-a-parlare-di-noi.html

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